
Per adozione internazionale si intende costituire un rapporto genitori-figli tra adottante e adottato oltre confine. I casi sono molteplici: un cittadino giapponese che adotta un bambino straniero, l’adozione del figliastro del coniuge straniero, o l’adozione del figlio giapponese da parte del coniuge straniero. Qui riassumiamo in modo chiaro, sulla base dell’indirizzo dell’Immigration Services Agency of Japan (Immigrazione) e della prassi, il legame tra adozione internazionale e status di soggiorno in Giappone (visto / permesso di soggiorno).
Quale status di soggiorno si può mirare: orientamenti
Per vivere in Giappone con un adottato di cittadinanza straniera, il tipo di adozione e l’età dell’adottato indicano, di massima, quale categoria di status è pertinente.
- Adozione speciale (tokubetsu yōshi engumi) — l’adottato rientra nello status «coniuge di cittadino giapponese, ecc.» (nihonjin no haigūsha tō), con trattamento analogo a quello del figlio naturale
- Adozione ordinaria (futsū yōshi engumi) e adottato al di sotto dei 6 anni — possibile status «residente di lungo periodo» (teijūsha) (figlio adottato sotto i 6 anni di cui al provvedimento di delimitazione)
- Adozione ordinaria con adottato di 6 anni o più, ecc. — la scelta e l’istruttoria dello status vanno valutate caso per caso (compreso il ricongiungimento familiare)
Per l’adottato che intende regolarizzare la posizione come figlio sotto i 6 anni (residente di lungo periodo), l’Immigrazione prevede che i genitori adottanti siano, tra gli altri, di cittadinanza giapponese, residente permanente, «residente di lungo periodo» o residente speciale a lungo termine.
Due forme di adozione in Giappone
Il diritto giapponese distingue adozione ordinaria e adozione speciale. I presupposti e gli effetti ai fini dello status di soggiorno differiscono: è quindi rilevante capire a quale istituto si attinge.
- Adozione ordinaria (futsū yōshi engumi)
- Permane il rapporto con i genitori biologici e si aggiunge il rapporto con i genitori adottivi. Per i bambini piccoli può occorrere, se previsto, l’autorizzazione del tribunale di famiglia. In ambito internazionale, se l’adottato ha meno di 6 anni, la fattispecie rientra tra quelle idonee allo status di residente di lungo periodo («figlio sotto i 6 anni a carico di un giapponese, ecc.»).
- Adozione speciale (tokubetsu yōshi engumi)
- Il rapporto con i genitori biologici cessa: l’adottato è equiparato, sul piano giuridico, al figlio naturale. In linea generale, l’adottato ha meno di 15 anni, i genitori adottivi sono coniugati e uno di essi ha almeno 25 anni, con un periodo di accudimento (ad es. almeno 6 mesi) prima dell’autorizzazione del tribunale. Se l’adozione speciale è riconosciuta, l’adottato può richiedere, tra l’altro, lo status «coniuge di cittadino giapponese, ecc.», con modalità simili a quelle del figlio legittimo.
Status «residente di lungo periodo» (figlio adottato sotto i 6 anni): punti essenziali
Secondo l’indirizzo dell’Immigrazione, possono rientrare nello status «residente di lungo periodo» i figli adottati sotto i 6 anni che vivono a carico, tra gli altri, di:
- cittadino giapponese
- residente permanente (eijūsha)
- residente di lungo periodo (con soggiorno idoneo, ad es. di almeno un anno, secondo le specifiche fattispecie)
- residente speciale a lungo termine (tokubetsu eijūsha)
Nell’istruttoria si valutano in particolare l’autenticità dell’adozione (assenza di mera simulazione), l’effettivo carico a livello concreto e la solidità della famiglia d’accoglienza (reddito, alloggio, ecc.). Se necessario, si presenta istanza di rilascio del certificato di eligibilità o di permesso per il rilascio del visto, al fine di ottenere ingresso o regolarizzazione del soggiorno.
Profilo giuridico dell’adozione internazionale (legge applicabile, junkyōhō)
Negli adempimenti transfrontalieri, rileva quale diritto governa l’istituto.
- Regola generale: in linea di massima si applica la legge nazionale dei futuri genitori adottivi (legge dello Stato del genitore adottivo).
- Se la legge dello Stato dell’adottato prevede requisiti a tutela del minore, vanno soddisfatti anche quelli.
- Se un genitore adottivo straniero adotta un figlio cittadino giapponese, in linea di massima si applica la legge dello Stato d’origine del genitore adottivo. Se tale ordinamento rinvia alla legge del domicilio (ad es. in Giappone), può applicarsi anche il diritto giapponese.
- Se un cittadino giapponese adotta un minore straniero, di massima vige il diritto giapponese; ove la legge dello Stato del minore preveda autorizzazioni o ulteriori requisiti a tutela, vanno soddisfatti.
In ogni fattispecie, ove la legge dello Stato di origine preveda tutele per l’adottato, vanno rispettate.
Schemi per ipotesi tipiche
- Il coniuge giapponese adotta il figliastro (cittadino straniero) del coniuge straniero: diritto sostanziale, di massima, giapponese. Sotto i 6 anni, va valutata la fattispecie «residente di lungo periodo»; con adozione speciale, possibile lo status «coniuge di cittadino giapponese, ecc.». Ove servano atti o licenze secondo la legge dello Stato d’origine del minore, vanno adempiuti.
- Il coniuge straniero adotta un figlio giapponese: in linea generale, la legge dello Stato adottivo; se rinvia al diritto del domicilio in Giappone, può applicarsi il diritto giapponese. Per lo status di soggiorno, se il minore detiene, tra l’altro, la cittadinanza giapponese, la valutazione si diversifica.
- Una coppia giapponese adotta un minorenne straniero: diritto sostanziale, di regola, giapponese; sotto i 6 anni, idonea la fattispecie di «residente di lungo periodo»; con adozione speciale, possibile «coniuge di cittadino giapponese, ecc.» Vanno soddisfatti i requisiti di tutela ex legge d’origine, se presenti.
Durata del soggiorno
La durata dipende dallo status conseguito. I residenti di lungo periodo e i titolari dello status «coniuge di cittadino giapponese, ecc.» ricevono in genere un periodo di soggiorno (ad es. 1, 3 o 5 anni) secondo i casi. Per il permesso di residente permanente (eijū) occorre, separatamente, soddisfare i relativi requisiti legali.
Elementi centrali per l’istruttoria
Nelle domande basate sull’adozione internazionale, l’attenzione è rivolta, tra l’altro, a quanto segue.
- Autenticità del rapporto adottivo (assenza di simulazione identitaria o di stato)
- Età dell’adottato (il requisito dei 6 anni per la categoria del «figlio sotto i 6 anni»)
- Carattere effettivo del sostegno e stabilità economica e abitativa (mantenimento, alloggio, reddito, patrimonio)
- Documentazione (stato civile, provvedimenti del tribunale, atti dallo Stato d’origine, ecc.; per testi in lingue straniere, traduzione in giapponese, di massima, richiesta)
Sportelli e pratiche variano a seconda che si chieda il certificato di eligibilità, la conversione a ingresso, ecc. Le condizioni aggiornate vanno verificate sul sito web dell’Immigration Services Agency of Japan (residente di lungo periodo — fattispecie, principalmente in giapponese).

