Visti per vivere in Giappone

Status riconosciuto a chi ottiene il permesso di soggiorno permanente. Nessun limite massimo di periodo di soggiorno, nessun rinnovo, nessuna restrizione all’attività lavorativa. La cittadinanza resta quella dello Stato d’origine.

Status con cui il Ministro della Giustizia, in considerazione di circostanze particolari, consente la residenza fissando una certa durata del soggiorno. Rientrano, tra gli altri, le persone nikkei di terza generazione, i coniugi di nikkei di seconda o terza generazione, i rifugiati in paesi terzi e le persone rimaste in Cina al termine della guerra.

Status per coniugi di cittadini giapponesi, figli di cittadini giapponesi e figli adottati in via speciale. Si presenta, ad esempio, nei casi di matrimonio misto e residenza in Giappone.

Status per coniugi di titolari del permesso di soggiorno permanente o di particolare permesso di soggiorno, nonché per figli nati in Giappone e ivi dimoranti senza interruzione.

Status per coniugi e figli a carico di cittadini stranieri che svolgono un’attività lavorativa, studiano in Giappone o simili, per vivere insieme in Giappone.

Status per attività individuate di volta in volta dal Ministro della Giustizia. Sono previsti, a seconda della categoria, requisiti specifici: ad esempio personale addetto ai servizi domestici, infermieri/operatori assistenziali in formazione in base all’accordo EPA, ricerca lavoro dopo la laurea, ricongiungimento con i genitori, imprenditori stranieri e altre ipotesi.

Status (attività designata n. 40 e 41) che consente soggiorni prolungati a fini turistici o di soggiorno. Per chi soddisfa requisiti patrimoniali e altre condizioni, è possibile un soggiorno fino a un anno al massimo.