Tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali è una qualifica di soggiorno con cui è consentito svolgere lavoro subordinato, così come previsto nella Tabella I-2 annessa alla Legge sull’immigrazione. Ricomprende le attività svolte in forza di un contratto con un ente pubblico o privato in Giappone che richiedono competenze tecniche o professionali nelle scienze naturali (ad es. scienze, ingegneria) o nelle scienze umane (diritto, economia, sociologia, ecc.), ovvero attività in cui siano necessari atteggiamento e sensibilità radicati in una cultura straniera.

Tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali

Attività rientranti (definizione del Ministero della Giustizia)

Secondo la Legge sull’immigrazia, rientrano le attività sotto elencate (escluse quelle che rientrano nelle qualifiche di professore, artista, giornalista, attività di direzione, servizi legali o contabili, attività medica, ricercatore, istruttore, trasferito intra-gruppo, badante o spettacolo, ecc.).

  • Lavoro che richiede competenze tecniche o professionali: lavori che richiedono conoscenze tecniche o professionali nei settori delle scienze naturali o delle scienze umane (diritto, economia, sociologia, ecc.)
  • Attività internazionali: lavori che richiedono un atteggiamento o una sensibilità legati a una cultura straniera

Alcuni esempi: ingegneri (es. ingegneria meccanica), interpreti, designer, docenti di lingue in azienda, addetti al marketing, ecc. Per i dettagli ufficiali si rimanda alla pagina dell’Immigration Services Agency del Giappone dedicata a «tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali» (sito in giapponese/inglese).

Requisiti per ottenere la qualifica di soggiorno

Titolo di studio ed esperienza lavorativa

In base ai criteri di ammissione al territorio, di regola dev’essere soddisfatta almeno una delle condizioni che seguono, unitamente al possesso delle conoscenze tecniche o professionali necessarie.

  1. Aver conseguito la laurea in materie attinenti all’attività che si intende svolgere, ovvero un titolo di istruzione almeno equivalente.
  2. Aver completato un corso professionale presso un istituto di formazione specializzata giapponese (senmon gakkō) con indirizzo attinente alle conoscenze tecniche o professionali richieste per l’attività stessa.
  3. Possedere almeno dieci anni di esperienza lavorativa pratica nel settore attinente.

Per le attività che richiedono un atteggiamento o una sensibilità legati a una cultura straniera (traduzione, interpretariato, insegnamento linguistico, pubbliche relazioni, promozione, commercio estero, progettazione, sviluppo prodotto, ecc.) possono, in aggiunta, essere richiesti documenti che dimostrino almeno tre anni di esperienza nelle mansioni connesse (i laureati addetti a traduzione, interpretariato o insegnamento linguistico possono in alcuni casi essere esentati da tale requisito aggiuntivo).

Per i professionisti IT è possibile soddisfare i requisiti presentando, ove applicabile, certificati di superamento di esami o titoli in «tecnologie dell’informazione» designati dal Ministro della Giustizia; in determinati casi possono valere anche le qualifiche riconducibili al sistema DOEACC (livelli A, B o C).

Compenso (parità con i lavoratori giapponesi)

La retribuzione non può essere inferiore a quella percepita, per mansioni equivalenti, da un cittadino giapponese.

Durata del soggiorno

Cinque anni, tre anni, un anno o tre mesi (concessione secondo le previsioni della legge, da parte del Ministro della Giustizia).

Documenti necessari (panoramica)

La documentazione varia a seconda del tipo di pratica (certificato di idoneità preliminare, cambio di status, rinnovo, acquisizione dello status) e della categoria del datore di lavoro. Di seguito una panoramica. Per le informazioni, i moduli e l’elenco aggiornati si prega di consultare la pagina dell’Immigration Services Agency e, sulla stessa pagina, l’elenco check dei documenti (PDF).

Categorie dell’organizzazione d’accoglienza (datore di lavoro o committente)

Il «peso» della documentazione dipende dalla categoria (da 1 a 4) in cui rientra l’organizzazione d’accoglienza o il datore di lavoro.

  • Categoria 1: aziende e organismi che soddisfano determinati criteri, imprese orientate all’innovazione, enti di interesse generale, enti con statuto speciale, enti con autorizzazione, agenzie indipendenti, Stato o enti locali, mutue, imprese quotate in borsa, ecc.
  • Categoria 2: organizzazioni per le quali è stata approvata la domanda d’utilizzo del sistema di presentazione online delle pratiche di soggiorno, oppure enti o persone fisiche il cui ammontare complessivo delle imposte trattenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente (anno precedente) è pari o superiore a 10 milioni di yen
  • Categoria 3: enti o persone fisiche per i quali è stata presentata la somma annuale delle certificazioni di detrazione sui compensi del personale (anno precedente), escluse le ipotesi di categoria 2
  • Categoria 4: enti o persone che non rientrano in nessuna delle precedenti (in genere documentazione più ampia)

Principali documenti comuni (in parte possono omettersi a seconda del tipo di domanda)

  • Documento che provi in quale categoria 1–4 rientri l’organizzazione
  • Se categoria 1: copia del certificato d’iscrizione, prova di quotazione borsistica (es. scheda aziendale), o licenza/permesso dell’autorità competente, a seconda dei casi
  • Se categoria 2: prova d’ammissione al sistema in linea e copia della somma annuale delle detrazioni sui compensi (anno precedente)
  • Se categoria 3: copia della somma annuale delle detrazioni sui compensi del personale (anno precedente)

Principali documenti sul richiedente (cittadino straniero)

Per le domande di certificato di idoneità, di cambio di status o d’acquisizione dello status sono, di massima, necessari, tra gli altri, i seguenti documenti.

  • Curriculum (1 esemplare) in cui siano esplicitate organizzazioni, mansioni e periodi d’impegno in lavori che richiedono le competenze tecniche o professionali di cui tratta la domanda
  • Uno almeno tra i documenti sotto che attesti titolo di studio o storia lavorativa:
    • Certificato di laurea o documento comprovante un titolo almeno equivalente
    • Certificato di lavoro o simili che comprovino il periodo svolto in mansioni connesse (compreso lo studio in materie pertinenti in università, istituti tecnologici superiori, liceo, scuola professionale, ecc., ove applicabile)
    • Per lavori basati su sensibilità di cultura straniera: documentazione che comprovi almeno tre anni d’esperienza in mansioni connesse (i laureati in traduzione, interpretariato o insegnamento linguistico possono essere esclusi, secondo le casistiche)
    • Per professionisti IT: certificato d’esame o titolo nelle «tecnologie dell’informazione» designate dal Ministro (in alcuni casi non occorre se si allegano altri titoli accademici)

Principali documenti in più per la domanda di rinnovo

  • Certificato d’iscrizione all’imposta municipale sull’abitazione (nucleo, esenzione) e certificato di versamento fiscale (1 esemplare ciascuno, con l’entità complessiva del reddito e l’esito dell’ultimo anno; rilasci presso il comune di residenza al 1° gennaio)
  • Se si lavora in distacco (contratto d’appalto/agenzia per il lavoro): materiale che chiarisca l’attività presso l’utilizzatore (bando condizioni di lavoro, contratto, ecc., 1 esemplare)
  • Al primo rinnovo dopo il passaggio a un datore di categoria 3 o 4: possono essere richieste in aggiunta bilanci, chiarimenti sull’attività, visura camerale, bando condizioni, ecc.

Ulteriori avvertenze

  • I certificati rilasciati in Giappone vanno, di massima, presentati con data di rilascio entro i tre mesi.
  • La documentazione redatta in lingue straniere va corredata di traduzione in giapponese.
  • Pratiche incomplete possono allungare i tempi o penalizzare l’esito del controllo.

Per la compilazione delle domande e l’elenco puntuale dei documenti, è possibile rivolgersi anche al Immigration Information Center for Foreign Residents (telefono: 0570-013904, Giappone).