Il visto (qualifica di soggiorno) per trasferimento intra-aziendale è la categoria con cui, quando un’impresa con ufficio in Giappone distacca per un periodo determinato alla sede giapponese personale in servizio presso un ufficio all’estero, questi possono svolgervi lavori rientranti in «tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali».
Ad esempio, in questa casistica rientrano i dipendenti con sede all’estero di aziende a capitale straniero che si trasferiscono a un ufficio in Giappone, o i dipendenti di una controllata estera costituita da un’impresa giapponese che vengono distaccati in Giappone e vi entrano o vi soggiornano per tale motivo.

Requisiti per ottenere la qualifica per trasferta intra-aziendale
Titolo di studio ed esperienza lavorativa
All’immediata vigilia del distacco al quale attiene la domanda, il candidato deve aver svolto, presso la casa madre, una filiale o altra unità all’estero, attività rientranti in «tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali» e tale periodo deve essere ininterrotto e di almeno un anno. (Anche se il lavoro svolto in Giappone non è identico a quello in cui il richiedente ha oltre un anno di anzianità, l’esperienza è valida purché l’attività rientri in «tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali».)
Inoltre, se l’attività richiede un particolare modo di pensare o percepire legato a una cultura straniera, devono essere soddisfatti, congiuntamente, i requisiti aggiuntivi previsti in tali casi dalle disposizioni applicabili.
Compenso (parità con i lavoratori giapponesi)
La retribuzione non può essere inferiore a quella che spetterebbe, per le stesse mansioni, a un lavoratore di cittadinanza giapponese.
Durata del soggiorno
Cinque anni, tre anni, un anno o tre mesi
Attività ammesse in questa qualifica (definizione del Ministero della Giustizia)
La categoria copre l’ipotesi in cui lavoratori con sede all’estero di un ente pubblico o privato con sede (casa madre, filiale o altra unità) in Giappone siano distaccati in una struttura nel Paese, per un periodo determinato, svolgendo, presso l’ufficio d’accoglienza, attività che rientrano nella voce «Tecnica, conoscenze umanistiche e attività internazionali» della Tabella I-2 annessa alla legge sull’immigrazione.
Esempi di casi ammessi distacchi da una sede estera (es. assegnazione di personale straniero a un ufficio giapponese di un gruppo internazionale, o distacco in Giappone di lavoratori di una filiale o controllata estera di un’impresa giapponese).
Per criteri dettagliati d’ammissione al territorio e relative condizioni, si veda la pubblicazione in PDF dell’Immigration Services Agency (attività ammesse e criteri di ammissione).
Elenco esemplificativo della documentazione
La documentazione varia a seconda del tipo di istanza (certificato di idoneità preliminare, cambio di categoria, rinnovo, acquisizione dello status) e della categoria dell’organizzazione d’accoglienza. Di seguito si offre un quadro d’insieme. Si prega di verificare sempre le condizioni vigenti presso la pagina dell’Immigration Services Agency dedicata alla categoria di soggiorno «Trasferta intra-aziendale» (Intra-Company Transferee).
Categoria dell’organizzazione d’accoglienza
Per semplificare l’onere probatorio, le organizzazioni d’accoglienza sono così classificate.
- Categoria 1 imprese o enti che soddisfano determinati criteri, aziende orientate all’innovazione, enti di diritto pubblico, enti di utilità, enti a statuto o riconosciuti, agenzie indipendenti, Stato o enti locali, mutue, imprese quotate in borsa in Giappone, ecc.
- Categoria 2 enti a cui risulta approvato l’accesso al sistema in linea per le istanze di soggiorno, oppure enti o persone per i quali l’imposta sostitutiva sui compensi (anno fiscale precedente) abbia addebiti pari o superiori a 10 milioni di yen
- Categoria 3 enti o persone che hanno presentato, per l’anno precedente, la sommatoria obbligatoria basata sui modelli di detrazione sui compensi del personale (fatta eccezione per la categoria 2)
- Categoria 4 enti o persone che non rientrano in nessuno dei capi che precedono (possono richiedersi documenti integrativi)
Domanda di certificato di idoneità (nuovo ingresso in Giappone)
- Attestazione della categoria (certificato, annuario economico Shikiho, sommari delle certificazioni di detrazione, ecc. secondo i casi)
- Atti che chiarificano l’attività del candidato ad es.:
- Trasferimento all’interno del medesimo gruppo societario: copia della notifica o lettera d’incarico e copia del provvedimento di distacco (un esemplare ciascuno)
- Distacco verso altra entità giuridica (messa a disposizione, ecc.): un documento che specifichi le condizioni lavorative ai sensi dell’art. 15, comma 1, della Legge sullo standard lavorativo e dell’art. 5 del relativo regolamento
- Dirigenti o analoghi: copia dello statuto, verbale d’assemblea, ecc. (da cui risultino compenso, periodo, mansioni)
- Atti che illustrano i rapporti tra le sedi prima e dopo la mobilità ad es.:
- Stesso gruppo: certificato di iscrizione e altri atti della filiale o unità straniera (documenti idonei a comprovare la presenza d’ufficio in Giappone)
- Distacco verso una società con sede in Giappone: atto, un esemplare, idoneo a comprovare i rapporti di investimento o controllo tra la controllata giapponese e la società straniera d’origine
- Distacco verso una società straniera con ufficio in Giappone: un esemplare ciascuno degli atti sui legami di capitale o controllo e del certificato d’iscrizione della filiale o unità d’esercizio
- Se non è possibile presentare il sommario annuale per l’anno fiscale precedente: a seconda del motivo, certificato di non applicazione della ritenuta, prospetti d’acconto o versamenti (ultimi tre mesi), copia d’inoltro di apertura ufficio paghe, ecc.
Per le categorie 1 e 2, oltre a quanto sopra, in linea generale nessun altro documento. Ugualmente, per la 3, in linea generale. Per la 4, possono servire provvedimenti o allegati aggiuntivi.
Domanda di cambio di categoria (da altra categoria a «trasferta intra-aziendale»)
Occorre la stessa documentazione del certificato d’idoneità preliminare: attestazione di categoria, chiarificazione dell’attività, documentazione sui rapporti tra le sedi e su ritenute e adempimenti fiscali connessi. Se le attività rientrano in questa qualifica, presentare l’istanza con tempestività.
Domanda di proroga del periodo di soggiorno (stessa categoria, permanenza e prolungamento)
- Attestazione di categoria
- Certificato d’iscrizione all’imposta sui residenti o dichiarazione di assenza d’onere e certificato di versamento, un esemplare ciascuno, in cui siano desumibili, per l’anno, reddito e situazione contributiva, rilasciati dal comune d’iscrizione anagrafica in data 1 gennaio
Per le categorie 1 e 2, oltre a quanto indicato, in linea generale nessun altro documento. Per le 3 e 4 possono, in concreto, richiedersi documenti o «altre prove» aggiuntive.
Domanda d’acquisizione della qualifica (soggetto già presente in Giappone che voglia questa categoria)
Stessa logica d’onere probatorio del certificato d’idoneità preliminare: categoria, attività, rapporti tra le sedi e documenti collegati alle ritenute e agli adempimenti fiscali.
Avvertenze in sede d’istanza (dalle indicazioni del Ministero della Giustizia)
- Per i certificati rilasciati in Giappone, rispettare in genere un termine d’inoltro entro tre mesi dalla data d’emissione.
- Se la documentazione è in lingua straniera, allegare la traduzione in giapponese.
- La documentazione presentata, di regola, non viene restituita; se se ne chieda la restituzione, farlo all’inoltro d’istanza.
- Per le modalità di compilazione d’istanza e l’elenco ufficiale aggiornato della documentazione, contattare il centro d’informazione e consulenza per cittadini stranieri (Immigration Services Agency) (numero: 0570-013904).

